Idee e progetti per le nostre montagne

Iceberg 2912

INCONTRO CON  I CANDIDATI SINDACO
10 maggio, h. 18.00, Palazzo Fibbioni – L’AQUILA

 L’iceberg dell’ignoranza è stato teorizzato da Sidney Yoshida, consulente giapponese. 

La metafora è ottima. Spiega come l’ignoranza delle informazioni, man mano che si sale la scala gerarchica del comando, è prodroma alla catastrofe. Infatti l’alta dirigenza non saprà mai come funziona il lavoro-come-fatto nella realtà, restando ancorata al lavoro-come-immaginato. Quest’ultimo però serve solo minimamente, perché sì necessario ma non sufficiente. 
 
La maggior parte delle volte infatti un progetto, un piano di emergenza, una procedura, sarà tanto lontano dallo scenario operativo quanto esso sarà stato sviluppato solo da un punto di vista ingegneristico e burocratico. Senza ascoltare chi poi si trova sulla “linea del fronte”, lì dove un #infermiere, un #vigiledelfuoco, un #operaio, lavora. Lì dove la contingenza del momento comporta aggiustamenti tali da trasformare le regole in pratiche operative. Senza le quali non si potrebbe svolgere ciò che viene formalmente richiesto.
 
Occorre allora ascoltare gli operatori. Perché solo per tramite loro è possibile “ascoltare” il sistema in quanto tale, così da rintracciare anomalie, criticità, debolezze. 
 
Di contro, si assiste invece ad una delegittimazione delle capacità dell’individuo. La #burocrazia, il rispetto di limiti imposti dall’alto per esigenze più economiche che di #sicurezza, la crisi generale che stiamo affrontando, ha portato ad un irrigidimento dell’operato individuale, pena la colpevolizzazione; ad una richiesta di sicurezza solo formale, non fattuale, pena la chiusura di un’attività. Un pezzo di carta, la sua compilazione, è tutto quello che viene richiesto.
 
Nel lungo periodo però tutto ciò è controproducente, costoso, privo di risconto, non solo inutile ma pericoloso.
 
Occorre investire sulle risorse umane.

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