Idee e progetti per le nostre montagne

Nel gran caos del Gran Sasso, tra fallimenti pubblici e interessi privati

fonte: News Town

Nel marasma sull’auspicato sviluppo del Gran Sasso aquilano spunta qualche novità e vengono confermate le enormi difficoltà

(e incapacità) amministrative che hanno portato all’impasse. Si potrebbe riassumere così la lunga conferenza stampa tenuta dagli animatori di Save Gran Sasso all’Aquila, nella quale sono state sviscerate le numerose criticità sulla situazione della montagna aquilana. Andiamo con ordine, partendo dal “presunto attacco” alla Fossa di Paganica. Le aspirazioni sulla Fossa. Alcuni ettari della Fossa di Paganica, cruciale per la redazione del piano d’area, sarebbero oggetto di progetti di sviluppo presentati più volte al Comune dell’Aquila da parte della Campo Nevada sas di Maria Zaira Cariani, una società di persone nata nel 1982, che si occupa di “gestioni di funicolari, ski-lift e seggiovie se non facenti parte dei sistemi di transito urbano o suburbano”, e che vede come soci anche Patrizia e Sergio Serangeli. Il problema, secondo il legale di Save Gran Sasso Lanfranco Massimi, è che la società non è proprietaria dei terreni per i quali presenta progetti. Nel 1999 infatti il Centro turistico del Gran Sasso (Ctgs), municipalizzata del Comune dell’Aquila, acquista dalla Montecristo Spa i terreni.

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